10.6.08

Anteprima: Hellboy II - The Golden Army

Regia: Guillermo Del Toro
Sceneggiatura:
Guillermo Del Toro

Cast:
Ron Perlman, Doug Jones, Selma Blair, Luke Goss, James Dodd

Al cinema dal:
16 Luglio

Sito ufficiale:
QUI


Nuovo, scoppiettante capitolo cinematografico sul demone senza corna, scopritene di più in questa anteprima.



Guillermo Del Toro, messicano, classe 1964, è uno di quei registi a cui l’inventiva e lo spirito d’intraprendenza non mancano affatto, sin dall’esordio nel non tanto lontano 1985 con il corto “Doña Lupe”, ha mostrato un innato talento visionario e una spiccata predilezione per i temi ‘dark’ e surreali, confermandosi poi nel 1993 con “Cronos”, folle storia di un vampiro per dannazione più che per vocazione.
Occasione anche per la prima collaborazione con Ron Perlman (con cui lavorerà poi in “Blade II”) e col quale finirà per legare indissolubilmente il suo nome dando vita alla figura del demone rosso, Hellboy, creato nel 1993 dallo statunitense Mike Mignola.

Connubio che finora ha portato alla luce ben due pellicole, la prima nel 2004 e la seconda che arriverà in sala nel prossimo, torrido, mese di Luglio (precisamente il 16), sperando, ottimisticamente, in una distribuzione capillare.
E nel mezzo 3 oscar portati a casa nel 2006 con il poetico “Il labirinto del fauno”.
“Hellboy” si rivelò, in un certo senso, una novità per i film di genere supereroistico, sia per via dello spiccato senso dello humour e i demoni (interni) che caratterizzavano il protagonista costretto a compiere costantemente scelte più grandi di lui, a cui Perlman diede tutto sé stesso alla ‘veneranda’ età di cinquantaquattro anni (è a tutt’oggi l’attore più vecchio ad aver interpretato un supereroe), che per quell’atmosfera a metà strada tra un b-movie e un racconto di Howard Philip Lovecraft, infarcita di citazioni, rimandi e pregna dei temi cari al regista, dalle ossessioni per la morte agli eventi straordinari che possono caratterizzare situazioni all’apparenza normale.

La storia, ispirata al primo album disegnato da Mignola, “Il seme della distruzione”, servì più che altro ad introdurre il personaggio e il suo mondo, diviso tra l’occulto e il ‘demenziale’, ma peccava nella caratterizzazione del villain (il monaco Grigori Rasputin, invece che l’immortale Giurescu), una scialba macchietta incapace di suscitare emozione alcuna e costantemente messa in ombra da tutti gli altri personaggi, elemento che segnò non poco le sorti della pellicola, costretta a reggersi sulle spalle di un personaggio fino ad allora sconosciuto al grande pubblico.

Ciò nonostante la pellicola si è comportata in maniera discreta al box office, racimolando oltre cento milioni di dollari.
Cifra che, tuttavia, alla Sony Pictures non è bastata, insieme ai riscontri positivi della critica e del pubblico pagante, per finanziare una nuova pellicola.
Quella di prossima uscita è infatti prodotta dalla Universal e l’intero girato è stato realizzato sotto la supervisione dello stesso Mignola (come è stato per il precedente).

Al centro dell’azione ancora una volta Hellboy (Ron Perlman), Abe Sapien (Doug Jones) e Liz Sherman (Selma Blair), già autori di una convincente prova nel precedente film, affiancati dalla new entry Johann Kraus (interpretato dal giovane James Dodd e in originale doppiato da Seth McFarlane), etereo spirito trattenuto all’interno di una tuta di contenimento.

Insieme dovranno ostacolare il folle piano del principe Nuada (Luke Goss, altra vecchia conoscenza di Del Toro, recitò già in “Blade II”), sanguinario e folle come pochi, intenzionato a scatenare l'inferno sulla terra, infrangendo l’antico armistizio siglato tra la razza umana e il mondo surreale.

Al suo fianco un’armata apparentemente invincibile e destata da un sonno millenario.
E il Centro per la Ricerca e lo Sviluppo del Paranormale sarà costretto ad una nuova rischiosa missione, questa volta obbligato a viaggiare tra due mondi paralleli, dove le creature più fantastiche prenderanno vita e l’eroe “di” due mondi si troverà ancora una volta costretto a compiere scelte che influenzeranno non solo il suo destino ma quello di tutti.
Oltre a Del Toro ritorna anche Guillermo Navarro, storico collaboratore del regista, nelle vesti di direttore della fotografia (nel 2006 si è portato a casa un Oscar proprio con “Il labirinto del fauno”) mentre la colonna sonora è stata composta per l’occasione da Danny Elfman e non più da Marco Beltrami.

Le premesse per un film ad alto tasso di intrattenimento ci sono tutte, anche in virtù delle scelte registiche (e narrative) compiute dal Michael Moore messicano (ndS: per sua stessa ammissione capita lo confondano con l’americano palma d’oro a Cannes), in virtù anche di una maggiore apertura agli elementi fantascientifici oltre che ai soli fantastici.

Appuntamento al mese prossimo con la nostra recensione.






Anteprima a cura di Svengali

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